shuttle Kumaux

Nelle scorse settimane ho ricevuto alcune richieste di chiarimento riguardo a cosa si intenda per growth hacking e chi sia la figura del growth hacker. Tranquilli: non c’è nulla di sciamanico, nè stiamo parlando di un mago o di un veggente. Chi si occupa di growth hacking ha tecnologia, strategia e analisi come elementi ben fissi nella mente.Di growth hacking si parla ancora, relativamente, poco in Italia, mentre è una figura affermata nel mondo digitale statunitense e in parte del resto dell’emisfero anglosassone. Parliamo di qualcosa di più di un semplice ruolo di tendenza. In questo caso è molto di più di una moda passeggera. Sono in molti quelli che ritengono il growth hacker come la figura fondamentale per la crescita aziendale per i prossimi anni. Per spiegare il growth hacking in una frase semplicistica si potrebbe riassumere dicendo che: è una serie di tecniche pensate per far decollare un business velocemente. Il termine è stato utilizzato soprattutto associato al mondo delle startup, ma nulla impone di non utilizzare le strategie e le tecniche di growth hacking per aziende con andamento stagnante, che necessitano di un impulso forte alla crescita.

Per avvicinarvi al mondo del growth hacking, voglio riportare 4 elementi che lo caratterizzano. A questi 4 elementi affianco 4 libri. I libri di questo post non sono stati scritti per spiegare il growth hacking, ma aiutano a seguirne la logica e gli obiettivi. Nelle business school di tutto il mondo consigliano saggi medievali e rinascimentali per entrare nella visione manageriale. In questo post, consiglio 4 libri per avvicinare la mentalità del growth hacker. Riporto i link per acquistare i libri su amazon.com: non ne ho nessun tornaconto, ma credo possa essere utile.

Vediamo i 4 punti che ti possono avvicinare alle tattiche di growth hacking:

  • Scomporre i grandi obiettivi in micro obiettivi realistici. Qualsiasi attività ha un obiettivo “generale”, di fatturato, di vendite, di penetrazione del mercato. Per raggiungere il “grande obiettivo” occorrono sforzi per vincere i micro obiettivi. In una gara di Formula1 l’obiettivo può essere quello di arrivare primo, per farlo bisogna avere determinati micro obiettivi per ogni singolo giro della gara. Ecco che allora i piccoli traguardi consentono di arrivare al traguardo finale.

Libro per questo punto: “UNA COSA SOLA” – (Keller, Papasan, 2016). Gli autori ci accompagnano lungo la definizione di piccoli obiettivi per poter raggiungere un grande successo.

  • Analizzare tutti i numeri a disposizione. Ogni passo condotto dal growth hacker è guidato dai numeri, sin dall’inizio. Quando si hanno numeri, si possono fare analisi. Quando si hanno analisi si possono prendere decisioni. Questo presuppone una conoscenza ibrida: marketing, informatica, programmazione, statistica ecc. I numeri, se analizzati con competenza, non mentono e permettono di potenziare la leva di growth hacking utilizzata o correggere la traiettoria.

Libro per questo punto: “LEONARDO PER I MANAGER” – (Zanella, 2008). Perchè Leonardo è considerato un genio assoluto? Perchè lo è stato in molte arti: pittura, scultura, anatomia, biologia, ingegneria… la sua curiosità lo portava ad avere conoscenze e competenze trasversali, che applicate in diversi ambiti davano vita a soluzioni e invenzioni straordinarie.

  • Creare dei test su ogni cosa. Il growth hacker vive poco d’istinto. Non ha pregiudizi o preconcetti. il growth hacker si affida ai test (split-test, A/B test…) per capire, correggere e migliorare. Non decide a priori che il pulsante “ISCRIVITI” funzionerà meglio con i bordi arrotondati: crea un test fra due pulsanti, quello che fornisce migliori risultati vince. Stop. Di nuovo: se usati con competenza, i numeri non mentono.

Libro per questo punto: “Il Codice dei Samurai. Hagakure” – (Yamamoto, a cura di Arena, 2014). Composto da un monaco eremita samurai, contiene un codice di condotta per i samurai. L’onore di questi guerrieri è costantemente in bilico e oggetto di valutazione fra la vita e la morte. Nulla della loro condotta è lasciato al caso, creando costantemente i presupposti perchè l’onore del guerriero rimanga inalterato.

  • Focalizzarsi sul target in grado di generare ritorno. Micro obiettivi, analisi e test devono portare risultati. Le tattiche di growth hacking sono sviluppate e personalizzate sulla singola azienda, rispetto al mercato target. Non esiste una scatola chiusa di strumenti standard per attivare una strategia di growth hacking. La forza di questo strumento risiede proprio nella capacità di trasformazione e di sartorializzazione della strategia.

Libro per questo punto: “Chi ha spostato il mio formaggio?” – (Spencer, 2000). Si tratta di un breve testo che insegna il cambiamento. la flessibilità e l’adattabilità richieste in un contesto in continua mutazione. Gestire il cambiamento nelle diverse strategie e nei diversi ambiti applicativi diventa per questo fondamentale per arrivare al “formaggio”.

I 4 elementi riportati in questo post sono le basi del growth hacking. Si tratta di quattro punti fondamentali da prendere in considerazione per avere un’idea iniziale di questo nuovo approccio al mercato, soprattutto online. I 4 libri sono molto diversi fra loro. Si tratta di letture che vogliono essere di ispirazione e di spunto per affrontare questi 4 diversi elementi.

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