Super Mario Kumaux

In questo post analizzeremo due concetti legati all’inbound marketing: uno buono e uno invece meno buono, entrambi legati alla storia di Nintendo.

Partiamo dalla prima delle due regole, quella buona. Nintendo, nell’immaginario comune, è fortemente legata al suo attuale settore, quello delle console per videogiochi (da meno di un mese ha lanciato sul mercato la nuova Nintendo Switch). Quello dei videogiochi è un settore molto competitivo, che è relativamente giovane. Lo sapevate che l’azienda giapponese è stata fondata nel 1889? Proprio così nel 1889: molti anni prima che il simpatico Mario cominciasse a correre in mondi virtuali per salvare la sua principessa. 128 anni di storia. Quale fu il primo prodotto dell’azienda? Carte da gioco. Nessuna innovazione: produceva carte da gioco. Si trattava di un gioco di carte tradizionale che rivisitava i mazzi di carte che i portoghesi avevano portato in Giappone nel XVI° secolo.

Qual è la lezione buona che possiamo apprendere da questi due momenti della storia di Nintendo? L’azienda è stata coerente. Perchè? Perchè è nata come un’azienda che produceva oggetti per giocare e ha continuato a farlo, evolvendo secondo le innovazioni tecnologiche e innovando quando era necessario. Si tratta di una regola da tenere bene a mente anche nella strategia inbound: mantenere coerenza e innovare con un preciso obiettivo in mente.

nintendo Kumaux

E la seconda regola per l’inbound marketing? La seconda, quella che ci mette in guardia, parte proprio dal momento, nella storia di Nintendo, in cui la regola del paragrafo precedente è stata infranta. Negli anni ’60 il terzo presidente dell’azienda avvio una estensione di linea di prodotti in settori molto diversi fra loro: taxi, elettrodomestici, hotel… aveva ceduto all’irresistibile attrazione di estendere il proprio patrimonio di marca. Questa decisione a cosa portò? Ad identificare come il settore dei giocattoli fosse l’unico a scrivere il successo dell’azienda. Cosa impariamo? Che dei business goals ben chiari  e definiti devono avere anche un orizzonte chiaro di applicazione.

Come scrivono Ries e Trout in “Le 22 immutabili leggi del marketing“: “Meno è di più. Se volete avere successo oggi, dovete restringere la focalizzazione per costruirvi una posizione nella mente del cliente potenziale”.

Entrambe queste regole ci mostrano come l’applicazione di una corretta strategia di Inbound Marketing richieda un’attenta analisi sia interna all’azienda, sia verso l’esterno, per mantenere la propria imbarcazione sulla giusta rotta, senza voler navigare in porti sconosciuti e senza lasciarsi attrarre da sirene ingannatrici.

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