Marmellata Kumaux

Oggi ho letto con interesse il post di Alessia Camera sul suo blog, in cui si sottolinea come ci sia molta poca lucidità e molta confusione nel variopinto mondo del marketing digitale (il post è molto interessante, vi invito a leggerlo QUI il testo integrale sul blog di Alessia).

Il post mi ha fatto riflettere sull’idea di “trucco magico” che molti propongono e che molti considerano per le tecniche e tattiche di lead generatione e marketing online. Non mi stancherò mai di dirlo: fare digital marketing e inbound marketing non significa “stare tutto il giorno su facebook a caricare immagini con gattini”. Significa molto…molto altro: analisi, conoscenza informatica, coerenza, tempestivistà, ma soprattutto: un sacco di numeri da considerare.

Fatta la necessaria premessa riguardo a questo, ci sono comunque alcune tattiche, certe risorse, che non sono dei trucchetti o delle scorciatoie, ma si rappresentano come delle basi di partenza. Perchè ogni scala va salita dal primo gradino e perchè senza la base nessuna colonna starebbe ben dritta.

Ecco allora alcune “tecniche” alcune “operazioni” da utilizzare quando si vuole iniziare un percorso di lead generation tramite una strategia di growth hacking:

  1. Crea contenuti che siano facilmente condivisibili online, come ebook, casi di studio, whitepapers, video webinar, presentazioni, articoli e post. “Condivisione” rimane sempre la parola chiave. Renderla più semplice permetterà ai tuoi utenti/clienti di attivare una nuova conferma sociale dei contenuti, regalandoti anche una miglior posizione dei motori di ricerca (un punto in chiave SEO va sempre tenuto monitorato).
  2. Riproponi i tuoi contenuti di successo. Creare nuovi contenuti è molto utile, ma è possibile anche riproporre con successo i contenuti che hanno garantito miglior risposta da parte degli utenti: basterà semplicemente riproporli in una nuova forma, come trasformare un post del blog in infografica, oppure un video in una presentazione, un ebook in un webinar.
  3. Attiva una campagna di remarketing. Il content marketing deve essere il maggior focus in una strategia di growth hacking in ottica B2B, ma le aziende sono fatte di persone, persone che navigano e che è il caso di seguire lungo la navigazione con un retargetig mirato. Si possono utilizzare Google AdWords, Facebook Ads, Twitter Ads… l’importante è creare annunci personalizzati per ogni specifico target della nostra audience, per massimizzare l’effetto della campagna.
  4. Utilizza newsletter e email per aumentare la conversione. Le persone che dedicano del tempo ad aprire, leggere e cliccare le newsletter e le email che abbiamo inviato, sono solitamente le più interessate sia ai contenuti sia alla proposta che abbiamo loro da sottoporre. Utilizzare le newsletter come strumento acceleratore del funnel di vendita può condurre ottimi risultati, se gestito in maniera mirata e personalizzata al target a cui si rivolge.
  5. Migliora la tua presenza su LinkedIn. Sia dal punto di vista personale che da quello aziendale è importante per le aziende B2B avere  una presenza su LinkedIn adeguata e coerente. Un recente studio ha infatti dimostrato come possa essere in grado di direzionare quasi l’80% dei lead creati tramite social network.
  6. Crea contenuti che rispondano a domande del nostro mercato obiettivo. Tutti siamo certamente capitati in una pagina di Salvatore Aranzulla. Di cosa si occupa Salvatore? Di rispondere a domande mirate sui temi della tecnologia. Risultato? 1.79 milioni di pagine viste ogni giorno per il buon Salvatore. Cosa ci insegna questo? Che rispondere alle domande serve, soprattutto nel mercato B2B. Temi specifici, risposte tecniche, risoluzioni di problemi, queste le variabili da considerare.
  7. Costruisci la tua community. Uno dei maggiori sforzi di un growth hacker  rivolto al costruire, creare e mantenere la community online. Questo significa creare una base interessata, attenta e dinamica attorno al proprio prodotto, alla propria azienda e al proprio marchio.
  8. Ricevi commenti e feedback costantemente. Sin dall’inizio dell’attività di growth hacking è importante ricevere un feedback costante sulla propria strategia, per creare coinvolgimento e per indirizzare la propria campagna nella direzione più appropriata. Possono essere commenti ricevuti direttamente dagli utenti, oppure possono essere frutto di monitoraggi dell’esperienza d’uso sul nostro sito degli utenti.
  9. Utilizza accomandazioni. No, non ti preoccupare: non intendiamo l’accezione negativa di “spintarella”! Stiamo parlando di giudizi, valutazioni e testimonianze da parte di clienti, partner e collaboratori, per fornire ai nuovi contatti degli elementi di valutazione da parte di chi ci conosce già, una sorta di recensione che racconta chi siamo, cosa facciamo e come lo facciamo.
  10. Utilizza più canali. Siamo costantemente bombardati di messaggi e di contenuti. Per emergere è necessario farsi notare, distinguersi e per farlo molte volte occorre scegliere più canali sui quali concentrare l’attenzione dei nostri futuri clienti. Questo va fatto con una precisa idea del mercato di riferimento, per ottimizzare i risultati.

 

Questi sono solo alcuni aspetti iniziali di una strategia di lead generation attraverso alcune tattiche di growth hacking e di inbound marketing. Una strategia di marketing funziona però a questi livelli, come funziona una dieta: ci sono delle regole ferme “non abusare di questo…evitare quello…fare attività fisica….”, ma per ogni persona è necessario pensare un programma nutrizionale specifico. Così è anche per una strategia efficiente di marketing: deve essere studiata e calata sulla specifica realtà per poter dare i migliori risultati e regalare successo e soddisfazioni.

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