Cupcakes Kumaux

Leggendo un post su LinkedIn scritto da Valentina Sala (QUI il testo integrale) ho trovato molto interessante e stimolante il parallelismo fatto fra alimentazione e marketing.Nel presentare questa metafora viene scritto:

Molte volte cediamo alla tentazione di cibi succulenti, traboccanti e goduriosi, pur sapendo che non sono proprio un toccasana per il nostro organismo. Ebbene, questo succede anche per il marketing: molti manager si lasciano tentare da attività “esteticamente belle”, che vanno di moda o che fanno tutti, senza considerarne gli effetti reali per il proprio business.
Questo poteva valere in tempi di benessere, non di certo al giorno d’oggi, dove la maggior parte delle aziende non ha budget illimitato. Nessuno può rimpinzarsi da mattina a sera senza fare poi conto con la bilancia (il bilancio).

Questo mi ha portato a pensare agli esempi che mi capita di fare confrontando cucina, cibo e marketing. Quando preparo qualcosa da mangiare, sia per cena che per pranzo, mi piace sperimentare. Quando sono in cucina mi piace usare fantasia, sperimentare e mescolare sapori e spezie per ottenere qualcosa che possa sorprendere e piacere a chi la mangerà. C’è una cosa però su cui non faccio esperimenti: i dolci. Con i dolci non sia fanno esperimenti, si eseguono gli ordini! Cambiare le dosi, aggiungere ingredienti, variare tempi e modalità di cottura sarebbe una catastrofe.

Choco Dessert MarketingNelle attività di marketing convivono solitamente due anime: quella creativa e quella analitica; non sempre vanno d’accordo, ma devono esserci ed esserci nel modo giusto. Nel decidere cosa preparare per una cena fra amici non creo il menù in funzione del dolce, non riduco le dosi della pasta (per esempio) così resta “spazio” per il dolce. Il dessert è proprio questo: arriva alla fine, quando si è già sazi, ma deve essere in grado di portare le persone a dire “sì, grazie lo voglio”.

Per ottenere questo successo il dessert deve inizialmente riuscire a raccogliere attenzione, creare “interesse”, deve essere perciò ben fatto e sorprendere con la creatività; questo però risulterà inutile (anzi, nessuno assaggerebbe più i miei dolci) se la ricetta non fosse stata seguita punto per punto in maniera ordinata e corretta. Questo accade anche nelle strategie e nei progetti di marketing: preparare una grande e bellissima campagna, senza il controllo del budget, oppure pensarla escludendo qualsiasi possibilità “fuori dagli schemi” tenendo solo gli occhi sui numeri del budget, potrebbero essere due strade di scarso successo.

Il dolce deve essere bello e buono, così il progetto di marketing; usando l’immagine della torta mi chiedo:
– aggiungere panna e cioccolato su un impasto con le dosi sbagliate? =riempire di contenuti strabilianti una campagna che non ha i numeri)
– lasciare il dolce senza guarnizione perché tanto ha tutti gli ingredienti corretti? = non fare nulla che susciti interesse per aver rispettato il budget?

Nel primo caso dopo l’assaggio non continuerei, nel secondo forse sarei portato a dire “grazie, ho mangiato troppo, non ce la posso fare”.

[post pubblicato precedentemente su mg7713.wordpress.com]

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