ICA Kumaux

Lo studio e il design del packaging alimentare mi ha sempre affascinato Si tratta di un elemento della comunicazione di un prodotto e del suo posizionamento a scaffale che ho sempre trovato molto interessante. In Svezia hanno fatto un passo oltre: l’alimento diventa il pack di sè stesso.

Accade nella catena di supermercati ICA che ha deciso di marchiare direttamente la frutta e la verdura con una tecnica laser, scrivendo le informazioni necessarie direttamente sulla patata o sulla zucca. Questo senza impiegare prodotti chimici o coloranti artificiali, ma solamente la marchiatura laser.

Praticamente il packaging di queste verdure diventa la buccia/scorza stessa. Questo processo, assicurano, non altera il sapore e il gusto e non pregiudica la maturazione nè la durata a scaffale del prodotto. Questa nuova soluzione, integrata dalla catena per il packaging, ha un risvolto ambientale ed economico. Ridurre gli imballaggi e le etichette dei prodotti  a tutti gli effetti:

  • una leva per eliminare una fonte di inquinamento
  • un risparmio in termini di acquisto, stampa, incollaggio delle etichette e degli imballaggi

Su questo secondo punto è facile obiettare che una marchiatrice laser ha un costo superiore ad un’etichettatrice. Vero. Però ha un costo-opportunità diversa. Con il tempo e l’utilizzo viene “pagata” velocemente del mancato acquisto delle etichette.

La società promotrice del sistema, la Nature & More, riporta che l’inquinamento prodotto da una marchiatura laser su un frutto immette nell’ecosistema lo 0.2% dell’inquinamento che produrrebbe un packaging tradizionale. Il nuovo sistema di packaging è stato avviato su patate, zucche e avocado, perchè le bucce normalmente non vengono mangiate e perchè e difficile far aderire le classiche etichette su questi prodotti. Anche la catena UK Mark&Spencer utilizza un sistema del genere per le noci di cocco.

C’è anche un altro punto da argomentare: in questo caso i prodotti marchiati sono prodotti bio. Tradizionalmente i prodotti biologici hanno un loro particolare packaging, per distinguerli da quelli non bio. Realizzando a marchiatura a laser sulla buccia, ICA ha previsto di eliminare 725mila confezioni all’anno, che possono agevolmente diventare milioni se le categorie merceologiche dovessero ampliarsi.

 

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